27 marzo 2013

Aglientu (OT) - Donna alleva abusivamente tartarughe protette

Si è dichiarata amante degli animali, una passione che è costata cara ad A.M., 45 anni di Aglientu, la quale viveva circondata da una prolifica colonia di tartarughe, oltre quaranta “testudo marginata”. Un allevamento fai da te che ha messo nei guai la donna, denunciata per detenzione illegale di specie protetta oltre alla contestazione di una salatissima multa di quasi centocinquantamila euro.
A scoprire il mini zoo in un cortile recintato di Rena Majore, la località turistica sulla costa di Aglientu, sono stati, lunedì scorso, gli agenti del corpo di vigilanza ambientale della Regione Sarda. La squadra di rangers, appartenente alla stazione di Luogosanto e diretta dal dirigente dell’ispettorato forestale di Tempio, Giancarlo Muntoni, si è presentata nella villetta di A. M., scoprendo che la stessa allevava, in un cortile recintato, 42 tartarughe d’età compresa tra i due e i quindici anni.
«Quando ho comprato la casa le ho trovate in giardino, non potevo mica sfrattarle», si sarebbe giustificata la donna con gli agenti forestali, i quali l’hanno denunciata alla magistratura contestandole la detenzione illegale di animali protetti dalla convenzione Cites, una normativa internazionale la cui validità è riconosciuta in decine di Paesi del mondo, Italia compresa.
Legge che mette sotto tutela diversi animali in via di estinzione, tra le quali anche la “testudo marginata”, una specie che vive in libertà nell’isola, ma è molto ricercata dai collezionisti. Alla donna i forestali hanno anche inflitto una pesantissima multa, 148 mila euro, la somma di 3400 euro per ciascuna delle 42 tartarughe che pascolavano “liberamente” nel suo giardinetto, debitamente recintato con una rete alta oltre due metri.
Il commercio illegale delle tartarughe in Europa ha, come epicentro, la Sardegna, dove le testuggini sono abbondanti e facilmente catturabili nel periodo primaverile, dopo il letargo invernale. Le “testudo marginata” che sono state recuperate sono state già rimesse in libertà in aperta campagna, dopo un breve periodo di controllo nei centri specializzati della Forestale.

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